sabato 5 dicembre 2015

La vera diseguaglianza è intergenerazionale. E Boeri è l'unico che ne parla

L'unico a portare in agenda le diseguaglianze intergenerazionali. L'unico a innervare le politiche economiche del governo con proposte volte a bilanciare un sistema previdenziale che penalizza gli under 40. L'unico in grado di tratteggiare un percorso di welfare moderno e sostenibile. Tito Boeri, il 57enne economista bocconiano che Renzi ha posto al vertice dell'INPS, sta apprezzabilmente interpretando il suo ruolo molto oltre i binari consueti. 


Il Boeri pensiero era noto del resto ben prima dell'incarico: dagli studi esposti nel suo libro "Uno Stato asociale. Perché è fallito il welfare in Italia", al dibattito animato sul blog LaVoce, fino alle ospitate televisive non frequenti ma sempre incisive. Che non si sarebbe trasformato nel grigio dirigente pubblico di un carrozzone disastrato era ipotizzabile, ma l'intrusione costruttiva nell'agenda di governo e il pressing costante sui temi previdenziali con cui sta caratterizzando la sua azione costituiscono gli unici elementi dialettici fuori dal perimetro dell'esecutivo, vista l'ormai endemica assenza di voci credibili nelle opposizioni.