giovedì 20 giugno 2013

La "Cosa Nera"? AN-cronistica

La sconfitta elettorale cui è andato incontro Gianni Alemanno, nel disperato tentativo di restare per altri cinque anni al Campidoglio, ha scatenato una serie di riflessioni sull'eclissi di un'area politica postmissina che nel ventennio della Seconda Repubblica ebbe consistente peso elettorale e strategico.


I colonnelli e i luogotenenti della fu Alleanza Nazionale, nelle ultime settimane tormentate, si dicono pronti a concludere una lunga stagione di rancori, divisioni e reciproche delegittimazioni, pronti a porre fine alla diaspora e a ricostruire il partito di Fiuggi. Tutti insieme nuovamente, se non proprio appassionatamente, con lo sbandierato e nobile obbiettivo di "ridare agli italiani una rappresentanza politica di destra" oggi frastagliata e irrilevante, dopo la cannibalizzazione subita nella confluenza all'interno del PdL e il fallimento elettorale di tutte le sue espressioni partitiche successive.

Immaginiamo pertanto lo svolgersi di trattative serrate per definire la dotazione lessicografica di un nuovo vecchio soggetto che  riaccenda i cuori degli elettori desaparecidi: Storace col lemma "Destra" in maiuscolo, come da dicitura del suo movimento; La Russa e Meloni il richiamo all'imprescindibile inno nazionale, Menia l'aggettivo "nazionale" (oltre alla genealogia dei Tatarella), Alemanno il  "sociale", avendo ampiamente dimostrato di garantirlo benissimo a colpi di prebende e assunzioni degli amici.

Prontamente battezzata dai media come "La Cosa Nera", un nuovo punto di riferimento alla destra del Pdl che il gotha ex AN vorrebbe lanciare in occasione delle prossime elezioni Europee nella primavera del 2014. Eccitati dalla prospettiva, i nuovi vecchi protagonisti si sono prodotti in un tourbillon di riferimenti, citazioni e desiderata senza troppa coerenza logica.