venerdì 18 gennaio 2013

Scelta Civica: il progetto è valido, le liste del FVG no

A Mario Monti, come premier tecnico e come riferimento politico, vanno riconosciuti molti meriti: autore di un'azione di governo sofferta ma decisiva sul piano dei conti pubblici, dell'affidabilità internazionale, delle definizione di un'agenda di riforme. Si è proposto dopo un ventennio di lacerazioni bipolariste come punto di riferimento possibile di un'area liberaldemocratica, come estensore di un progetto su cui far convergere le sensibilità laiche e cattoliche e i desiderata liberali e riformisti, risultando attrattivo per coloro che fuori dal palazzo spingono per un rinnovamento concettuale, operativo, financo lessicale della politica italiana e degli attori impegnati sulla sua scena.



Trattandosi di un cartello elettorale con promotori eterogenei e tempi ristrettissimi di realizzazione, il progetto non può che tendere a calamitare gli autentici innovatori quanto gli avvoltoi, l'associazionismo specchiabilmente organizzato quanto quello carsicamente raccomandato.
La composizione delle Liste nel Friuli Venezia Giulia, contrariamente a quelle di altre fortunate circoscrizioni, ha tradito l'impegno del mondo dell'associazionismo volto a costituire un perimetro autenticamente riformista.