lunedì 19 dicembre 2011

La notizia su Letizia mi causa mestizia

Alcuni giornali hanno riportato come nei giorni scorsi sia Italo Bocchino che Gianfranco Fini avrebbero avuto modo di incontrare l'ex sindaco di Milano, la silurata a furor di popolo Letizia Moratti. Quest'ultima avrebbe avuto modo di esprimere apprezzamento per il lavoro di costruzione di un nuovo polo per i riformisti e i moderati intrapreso da Futuro e Libertà, candidandosi a vestire la maglia del movimento futurista in un prossimo futuro.

La notizia, passata in secondo piano sulle cronache nazionali, non deve aver sicuramente contribuito a rasserenare il weekend di militanti e simpatizzanti di FLI, visto che l'identikit di donna Letizia non è proprio di quelli che infiammino l'animo di una base che predilige sicuramente discontinuità col passato più recente piuttosto che un riciclo forzato di materiale umanamente discutibile.

Premetto che, a mio modo di vedere, una donna che a 62 anni è già stata presidente della Rai, Ministro della Repubblica e sindaco di Milano, nel momento in cui riceve una solenne scoppola elettorale ha davanti a sé due possibilità: fare la dama della carità, occupandosi di opere nobili e socialmente utili attraverso fondazioni e onlus, oppure ritirarsi a fare la calzetta per i nipoti. Non essendo però queste prassi praticate lungo lo stivale, è possibile che Letizia Bricchetto Arnaboldi, nota col cognome del marito alla faccia dell'emancipazione, cerchi un autobus sul quale saltare.



Al presidente e anche al buon Italo, che persevera nel cenare con donne provenienti dall'entourage berlusconiano (anche se questa assai meno fascinosa delle precedenti), gioverebbe però ricordare di chi stiamo parlando e ragionare su quale valore possa aggiungere l'assimilazione dell'ex ministro dell'Università.

venerdì 16 dicembre 2011

Un caffé col "futurista" Rossi

Ispirarsi alla lezione di due padri nobili del giornalismo come Indro Montanelli e Leo Longanesi e riprendere il filo interrotto dall'entrata a gamba tesa di Berlusconi nell'editoria di destra. E' questo il proposito del settimanale Il Futurista per bocca del suo direttore Filippo Rossi che, assieme all'editore Gianluca Luciano e con l'introduzione dell'onorevole Roberto Menia, ha presentato a Trieste la sua nuova iniziativa editoriale, che nasce come voce libera nell'alveo del movimento finiano senza recintarsi nel partito né nell'area politica di riferimento.

Un momento della presentazione - foto di Gianpaolo Pellarini


mercoledì 1 giugno 2011

Il tramonto di B? - Da "Che fai mi cacci?!" alla débacle amministrativa

I risultati della tornata ammnistrativa, maturati nel corso di questi quindici giorni, hanno implacabilmente sancito la disfatta dell'attuale maggioranza di governo. Un risultato netto, indiscutibile e forse inaspettato nelle proporzioni che corrisponde non a un campanello d'allarme ma più probabilmente a una campana che suona a morto.

Le vittorie, nell'italico cliché, di solito hanno molti padri, mentre le sconfitte sono destinate a rimanere orfane. Il centrodestra targato Berlusconi in tal senso ha prodotto un'innovazione autentica, forse l'unica del suo decennio, in cui il leader e padrone è il trionfatore unico, al contrario le colpe di ogni insuccesso sono sempre altrui (dei magistrati, degli alleati traditori, delle congiunture internazionali, dell'informazione controllata dagli avversari).



Ovviamente questa lettura è totalmente inverosimile e oggi più che mai. Il risultato uscito dalle urne di sei importanti capoluoghi di provincia (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste e Cagliari) sono il risultato della degenerazione del berlusconismo:  una corsa di giorno in giorno più folle e solitaria.

Dal predellino in poi il tycoon brianzolo era tornato sulla breccia grazie agli errori e all'inadeguatezza di qualsiasi proposta politica alternativa: a sinistra le alleanze composite incollate da Romano Prodi avevano dimostrato sia nel '96 che dieci anni più tardi di avere ventiquattro mesi di autonomia prima di implodere. Con le opposizioni ridotte al metabolismo basale, il nostro ha ritrovato larghissimo consenso nel Paese e una maggioranza parlamentare senza eguali. Dodici mesi fa questo strapotere si confermava con la conquista del governo regionale di Lazio, Piemonte e Campania, ulteriore sganassone rifilato a un Partito Democratico in crisi di leadership e attraversato da una polemica interna tra la vecchia classe dirigente e i giovani "rottamatori".

mercoledì 4 maggio 2011

Luca chi? Luca...Scenco? - La Russa e il bielorusso



Sembra uno scolaretto somaro che, in cerca di una provvidenziale imbeccata, si volta verso il compagno di banco. Invece è proprio l'inconfondibile Ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Noto alle cronache per le sue intemperanze nei confronti di studenti universitari, cronisti rai, manifestanti e presidenti della camera, nella puntata di martedì 3 maggio di Ballarò ha arrichito la leggenda delle sue performance con varie boutade (accusando qualsiasi commentatore che esprima un'opinione sgradita di essere legato agli avverari politici del governo e affermando che Berlusconi ha pulito Napoli ma poi altri l'hanno sporcata di nuovo) e soprattutto con questa chicca.